Contro le infiltrazioni mafiose: il ruolo dei Comuni

Il valore della cultura della legalità, nonché il rafforzamento della solidarietà sociale, sono strumenti essenziali per ostacolare le infiltrazioni e il radicamento delle organizzazioni criminali. In un momento di crisi economica e sociale in cui cresce l’illegalità, diventa più facile per i criminali agganciare e ricattare persone e aziende in difficoltà, occorre pertanto accorciare la distanza tra amministrazione locale e autorità di pubblica sicurezza e accompagnare le politiche di repressione ad azioni di prevenzione e di inclusione sociale. L’Amministrazione comunale quale ente locale più vicino ai cittadini sente forte l’esigenza di custodire una sana convivenza civile, un’imprenditoria che crea ricchezza e che possa portare benefici umani, sociali e di comunità, ai propri cittadini.

Sono convinta che il controllo della legalità non debba essere affidato solamente all’azione della Magistratura e delle Forze di Polizia, ma occorra attuare azioni preventive che – anche in forme innovative – possano dissuadere l’adozione di atteggiamenti e comportamenti che esulano dalle regole economiche e sociali legali.

In qualità di assessore alla Legalità ho sempre svolto un ruolo attivo e concreto nel portare avanti tale progettualità, e l’impegno del Comune di Bologna vuole essere la testimonianza che solo ripartendo dal rafforzamento della cultura della legalità, rafforzando quindi il pieno diritto di cittadinanza attiva di ogni cittadino, possiamo sconfiggere le mafie e favorire lo sviluppo umano ed economico. Perché quella contro la mafia non può essere solo una lotta militare, essa può condurre alla vittoria solo se c’è la coscienza e la cultura della legalità insieme alla convinzione che questo cancro è affare di tutti e non solo degli addetti ai lavori.

Il progetto fulcro iniziale per le iniziative dell’Amministrazione è il “Centro di iniziativa sulla legalità”: le iniziative si sono rivolte in primo luogo alla cittadinanza ed alle attività commerciali o comunque a quei soggetti che, soprattutto per la loro attività lavorativa sono, o possono essere, vittime di quei reati perpetrati soprattutto da organizzazioni criminali di stampo mafioso a danno della loro attività, con riflessi sul commercio e sullo sviluppo dell’economia locale. L’attività non è stata finalizzata alla mera ricerca ma ha voluto fornire, mediante il supporto di vari soggetti, indicazioni alle vittime su come difendersi o prevenire il problema oltre che a creare degli strumenti operativi per i soggetti che operano sul territorio se non addirittura dei protocolli d’intesa. Attraverso un’analisi del fenomeno sul territorio, iniziative di formazione/sensibilizzazione rivolte ai soggetti interni ed esterni all’Amministrazione coinvolti nella prevenzione e contrasto dell’illegalità, il progetto ha voluto coinvolgere anche le figure istituzionali (Operatori della Polizia Municipale, Assistenti Civici, associazioni di volontariato che collaborano con il Comune, funzionari/dipendenti comunali dei Settori interessati, FF.OO., associazioni di categoria, etc.) sia con un’azione di formazione che con un’attività di studio e ricerca sul territorio per verificare e quantificare, se non addirittura svelare, la reale esistenza e il radicamento del fenomeno della criminalità organizzata, soprattutto di stampo mafioso, nelle sue varie espressioni (usura, racket, sfruttamento di attività illegali, ludodipendenza e sue connessioni con la malavita, etc..) in ambito cittadino.

E’ in questo contesto che ha preso vita il primo sportello SOS Giustizia, con la collaborazione di LIBERA Bologna: offre primo ascolto e informazioni ai soggetti in condizioni di particolare disagio dovute a situazioni di oppressione criminale (sostegno alle possibili vittime di usura o estorsione; accompagnamento ai familiari nella burocrazia amministrativa e nella complessa legislazione in materia; accompagnamento nel percorso della denuncia presso gli organi preposti; etc.) fornendo anche assistenza tecnica e primo orientamento nei percorsi da intraprendere, sia tramite operatori appositamente dedicati che, laddove emerga la necessità, tramite il coinvolgimento dell’ufficio legale di Libera.

L’unico modo che abbiamo per vincere è cambiare l’approccio verso la legalità, far passare il concetto che rispettare le regole non è un optional, ma il primo e fondamentale passo per migliorare noi stessi, la nostra comunità ed il paese in cui viviamo, che un paese dove la legalità impera, è un paese che offre opportunità. Uno degli aspetti più importanti nell’economia generale del lavoro che portiamo avanti è appunto la sensibilizzazione delle nuove generazioni da un punto di vista culturale.

E’ così che ha preso vita “Fai la Cosa Giusta”, Progetto di educazione alla legalità, destinatario di co-finanziamento regionale e vincitore nel 2014 del Premio Pio La Torre per le buone pratiche amministrative. Il progetto coinvolge ogni anno oltre 40 istituti scolastici per un totale di 80 classi tra primarie e secondarie e 20 centri di aggregazione giovanile. Il progetto ha avuto come obiettivo la realizzazione di interventi finalizzati a promuovere la cultura del senso civico e della legalità tra la popolazione giovanile e a favorire la conoscenza e la prevenzione dei fenomeni di criminalità di tipo mafioso, ha favorito la costituzione di una rete istituzionale tra il Comune, le associazioni e di privato sociale per favorire una collaborazione operativa e la coprogettazione di interventi di formazione sulla legalità rivolti in primis ai giovani ma anche ad altre fasce della popolazione.

Ma poniamoci anche il problema di come si può azzerare la corruzione in un paese dove troppo spesso abbiamo esempi che indicano la via opposta, dove troppo spesso la strada più facile per il successo passa dall’elusione delle regole, dove troppo spesso chi queste regole le deve scrivere è stato il primo ad infrangerle.

Ecco perché nel 2012 l’Amministrazione Comunale assieme all’Agenzia delle Entrate della Regione Emilia Romagna e il Comando Provinciale della Guardia di Finanza, ha siglato il “Patto per la legalità e la lotta all’evasione fiscale”, basato sulla condivisione sistematica di dati e notizie relative a partite Iva sospette, dichiarazioni Isee anomale, iscrizioni al registro dei residenti all’estero (Aire), collaboratori domestici non dichiarati, lavori edili in nero e cessioni di terreni edificabili. Questa condivisione di informazioni all’Agenzia delle Entrate ha consentito al Comune di approfondire accertamenti Imu per la revoca di agevolazioni non spettanti. Successivamente la Guardia di Finanza comunica all’Agenzia gli esiti dei controlli effettuati sulla base delle segnalazioni comunali. In questo modo il Comune di Bologna ha realizzato solo negli ultimi tre anni un recupero di oltre 40 milioni di euro.

Attenzione specifica è dedicata alla lotta agli affitti “in nero”, attraverso l’analisi incrociata delle informazioni in possesso del Comune tramite il progetto “Affitti in nero…Convenienza Zero”, con questo progetto l’Assessorato alla Legalità, Guardia di Finanza di Bologna, Agenzia delle Entrate, Università e ER.GO si sono alleati per contrastare gli affitti in nero portando a 835 controlli fiscali e alla contestazione di oltre 15 milioni di euro di redditi evasi. Il Comune ha fatto la sua parte segnalando, nel solo 2012, 71 soggetti che denunciavano proprietà sfitte, ma le cui utenze risultavano elevate, mentre dall’inizio del 2014 abbiamo segnalato altri 66 soggetti che risultano intestatari di almeno 10 immobili oltre la prima casa, ma che denunciano redditi da fabbricati molto bassi. La presenza in città di oltre 30.000 studenti fuori sede ha portato alla collaborazione naturale con Università Alma Mater e ER.GO – Azienda Regionale per il Diritto agli Studi Superiori, che favoriranno una più selettiva attività di controllo e, soprattutto, una più capillare attività di informazione sulla normativa che regola le locazioni immobiliari. A scopo informativo è stata realizzata una guida che illustra le agevolazioni previste dalla normativa fiscale a favore degli inquilini e dei proprietari e riassume le opportunità abitative offerte agli studenti da parte di ER.GO e del Comune con l’indicazione dei vantaggi fiscali al fine di denunciare eventuali illegalità. L’obiettivo non è solo quello di un recupero a livello fiscale ma anche di un raggiungimento di maggiore equità nei rapporti umani. L’Amministrazione Comunale, ha da sempre perseguito l’obiettivo della legalità fiscale, perché solo così si può avere un fisco più giusto, meno oneroso e più efficiente e si può garantire un accesso e una contribuzione equa ai servizi pubblici locali.

L’Amministrazione ha dato altresì seguito alle norme anticorruzione introdotte dalla L190/2012, adottata come strumento di contrasto alla diffusione di tutte le possibili forme di corruzione nella pubblica amministrazione e che introduce dal 2015, il Piano triennale di prevenzione che il Comune di Bologna ha elaborato partendo dall’esame di oltre 800 procedimenti amministrativi e delle relative fasi per giungere all’individuazione dei possibili rischi di corruzione nelle aree maggiormente esposte (autorizzazioni, concessioni, procedure contrattuali per affidamento di appalti di lavori, forniture e servizi, contributi, sussidi, ausili finanziari, ecc) e delle misure di prevenzione idonee a eliminarli. Per ciascun rischio individuato sono state definite le azioni ritenute più idonee per contrastare il verificarsi di fenomeni di “mala amministrazione”, azioni che coinvolgeranno, a seconda delle rispettive competenze, tutte le strutture amministrative dell’ente. Al piano di prevenzione è abbinato il Programma triennale trasparenza e integrità, che individua invece le azioni e le attività che l’organizzazione amministrativa del Comune di Bologna è tenuta ad adottare per assicurare la trasparenza e l’accessibilità dei cittadini all’operato di organi politici e tecnici. La trasparenza, infatti, consente a ciascun cittadino di poter verificare il contenuto dei provvedimenti amministrativi e le modalità di erogazione dei servizi. Per permettere di avere strumenti tecnici e culturali maggiormente adeguati anche al contrasto delle infiltrazioni mafiose e alla promozione dell’etica pubblica e come ulteriore momento di confronto e collaborazione, a seguito del progetto di formazione presentato ai sensi della LR 3/2011, abbiamo sottoscritto con la Regione Emilia Romagna l’accordo di programma per la realizzazione del progetto “Cultura della legalità a Bologna“, progetto, per la realizzazione di un corso di formazione in materia di prevenzione e contrasto alla corruzione,destinato agli appartenenti all’Amministrazione Comunale.

A questi importanti accordi si aggiunge il Protocollo Anticontraffazione sottoscritto da moltissimi attori [1] per il contrasto alla commercializzazione di prodotti contraffatti e per la tutela della concorrenza. Tra le azioni cito l’istituzione di un Osservatorio in materia di Sicurezza dei Prodotti, con funzioni di monitoraggio e analisi del fenomeno, supporto alle attività di prevenzione e repressione degli illeciti, nonché informazione del consumatore, azioni di informazione e/o formazione preventiva in collaborazione con le Associazioni dei consumatori e degli organismi del Terzo Settore e la realizzazione di un data base dei laboratori esistenti sul territorio in grado di effettuare tempestive analisi, a richiesta degli organi accertatori, sui prodotti sospetti.

Credere nella legalità vuol dire credere nella giustizia e far crescere un senso di responsabilità individuale. L’esigenza di muovermi in questa direzione è nata dalla consapevolezza di come, tra le problematiche sociali più pericolose per la nostra comunità, il gioco d’azzardo sia risultato un fenomeno in espansione, che si correla spesso a quello del GAP (Gioco d’Azzardo Patologico) e che colpisce sempre più spesso le persone appartenenti alle fasce più fragili della popolazione con notevoli ripercussioni sul tessuto sociale.

Per contrastare il fenomeno si è agito su più fronti, da un lato sviluppando azioni di sensibilizzazione e prevenzione sui rischi del gioco coinvolgendo tutte le istituzioni, il tessuto sociale e le agenzie educative presenti sul territorio e favorendo un’integrazione delle politiche pubbliche rivolte alla prevenzione e alla presa in carico e alla cura di chi è vittima della ludopatia e, dall’altro, rafforzando gli interventi legislativi volti ad arginare la proliferazione del gioco. La dipendenza da gioco compulsivo e patologico e la sua diffusione sul territorio comunale costituisce un problema di disagio sociale con gravi conseguenze sulla salute dei cittadini oltre alle gravi conseguenze sul benessere familiare.

In questi anni, il Comune di Bologna ha attivato accordi con associazioni culturali e di volontariato, polizia locale e forze dell’ordine per attivare iniziative culturali, attività di controllo, di prevenzione e di contrasto. L’impegno per la formazione propria, degli esercenti e dei cittadini, continuerà fino alla fine del mandato, consapevoli del ruolo insostituibile della cultura per conoscere e comprendere la portata e le conseguenze del gioco d’azzardo, costruire nuovi atteggiamenti e nuove mentalità, recuperare i valori fondanti delle nostre società basati sul lavoro, sull’impegno e sui talenti.

Per tali motivi, su proposta della Giunta, il Consiglio comunale ha votato all’unanimità il nuovo Regolamento urbanistico edilizio e il Regolamento di Polizia urbana con il quale abbiamo introdotto il rispetto di una distanza minima di 1000 metri per tali attività, dai luoghi sensibili, quali asili, scuole, ospedali, luoghi di culto e altre strutture protette in genere. Inoltre é stato introdotto un nuovo articolo che disciplina gli orari di apertura e chiusura delle sale giochi. Abbiamo inserito nel contratto tipo (per i contratti futuri e per i rinnovi) per locali di proprietà comunale con destinazione d’uso commerciale, il divieto di installazione di apparecchi VLT, Slot. Un’azione ulteriore, relativa al contrasto al gioco d’azzardo, è stata quella di installare dei filtri alla rete wireless comunale finalizzati a bloccare l’accesso a tutti quei siti dove è possibile giocare on-line da postazioni in sedi e uffici pubblici: biblioteche, Sala Borsa, Computer Uffici comunali, rete Wifi cittadina. A partire dal’1 giugno 2015, per motivi di tutela della pubblica sicurezza e quiete pubblica, per sale scommesse e per i locali che ospitano apparecchi Slot/VLT (come pubblici esercizi, tabaccherie) l’orario massimo di funzionamento degli apparecchi va dalle 9 all’1 di tutti i giorni, festivi compresi. La violazione delle disposizioni contenute nell’ordinanza è soggetta a sanzioni amministrative pecuniarie che vanno da un minimo di 300 a un massimo di 500 euro. Dall’entrata in vigore dell’ordinanza sono state controllate tutte le sale registrate in Questura con un servizio notturno dedicato, ogni settimana dalle 01:00 alle 03:00, al controllo della normativa in esame sono stati emessi 53 verbali elevati per l’ordinanza.

 Un’importante tappa del percorso, si è realizzata nel maggio del 2014 con la sottoscrizione di un Protocollo siglato tra Comune di Bologna e 13 Associazioni e Enti di promozione sociale e sportiva al fine di coinvolgere attivamente il tessuto sociale e le realtà associative presenti sul territorio nella realizzazione delle azioni di contrasto e prevenzione al fenomeno del gioco d’azzardo, tutelando la salute dei cittadini, in modo compatibile con le attività commerciali e ricreative e definendo modalità di intervento e di coordinamento tra i soggetti interessati. Sottoscritto a marzo 2015, il protocollo d’intesa con la società di gestione del trasporto pubblico locale, TPER, e con le associazioni di categoria, cooperative e società di gestione del servizio taxi, per prevenire il fenomeno del gioco d’azzardo e della ludopatia. I sottoscrittori [2] hanno preso l’impegno di non apporre alcun messaggio pubblicitario relativo a centri scommesse o sale in qualsiasi modo riconducibili al gioco d’azzardo, sui loro mezzi. E di apporre e distribuire la locandina che la Regione Emilia Romagna ha pubblicato e che contiene informazioni per fornire aiuto a chi ne ha bisogno. Abbiamo così condiviso l’assoluta urgenza di un deciso intervento per limitare messaggi promozionali di centri scommesse e sale Slot/VLT che producono l’effetto di incrementare il gioco procurando danni morali, psicologici, fisici ed economici ai cittadini, in particolare, ai minori e a soggetti in condizione di fragilità socio-economica. Ci siamo infine rivolti a rappresentanti delle associazioni di categoria/operatori commerciali, educatori e operatori, assistenti sociali in vari ambiti e in particolare relativamente alla prevenzione del disagio minorile/adolescenziale per programmare periodicamente giornate di formazione sul tema del gioco d’azzardo e della ludodipendenza: per approfondire il tema del gioco d’azzardo tra dipendenza e legalità e confrontarsi sulle buone pratiche da poter mettere in atto, ciascuna/o nei propri ambiti e secondo le proprie competenze e prerogative.

La confisca dei beni rappresenta infine ancora oggi uno strumento di affermazione e crescita della legalità e dell’impegno civile. Ed è con questo spirito che siamo riusciti a recuperare 3 beni confiscati dei 5 presenti sul territorio: in via Galliera – un ufficio assegnato alla Corte d’appelloi; via Matteotti, un garage destinato a finalità di lucro con reimpiego dei relativi proventi esclusivamente per finalità sociali; in via San Vitale – un appartamento ora destinato ad attività di accoglienza della Casa delle Donne. La consegna ad un’associazione di un bene confiscato per reati contro la pubblica amministrazione, ha un alto valore simbolico: è il segno che la città fa proprio il principio secondo cui i patrimoni illegali vanno riconsegnati alla collettività sotto forma di servizi.

La lotta per la legalità portata avanti dai Comuni per molti aspetti è molto difficile, molto spesso i cittadini non la avvertono in quanto nella maggioranza dei casi sono azioni che devono rimanere celate fino all’ultimo, scambi di informazioni con forze dell’ordine e magistratura. Questo immane lavoro probabilmente rimarrà per sempre celato, per questo è fondamentale dare il massimo a 360° per fare sentire la vicinanza delle Istituzioni.

In conclusione, vi è una dimensione investigativa e giudiziaria, di competenza della magistratura e delle forze di polizia, con la repressione nei confronti dell’economia criminale; una dimensione politica, nel momento in cui si restituisce ai cittadini la fiducia nelle istituzioni e nella vita democratica del Paese; una dimensione economica con la restituzione diretta al territorio di risorse sottratte con la violenza, fornendo un’opportunità di crescita e sviluppo tangibile; una dimensione sociale, culturale ed educativa, dimostrando che le mafie non sono invincibili e ciascuno deve fare la propria parte.

[1] Prefettura e Forze di Polizia, Università, Istituto Zooprofilattico, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Camera di Commercio, Associazione degli Industriali, Ascom Bologna, Confesercenti, Vigili del Fuoco, Direzione Territoriale del Lavoro di Bologna, INAIL, INPS, AUSL

[2] TPER, COTABO SOC. COOP., CNA, ASCOMTAXI, UNICA TAXI, URITAXI ER

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